L’ANALISI DELLE TENDENZE NELLA MODA

L’attività di analisi delle tendenze è una specie di incognita di cui è difficile descrivere in modo sistematico il funzionamento.
Le competenze e le figure professionali che intervengono nell’analisi delle tendenze sono però ben definite:
  • stilisti;
  • consulenti di stile;
  • analisti di tendenze socio-culturali;
  • cool-hunters;
  • stampa specializzata.
In questa fase i creativi agiscono con la maggiore autonomia, tendenzialmente svincolati dal
controllo della produzione e della distribuzione.

Anche quando posseggono un ufficio stile interno le imprese manifatturiere si affidano a consulenti e stilisti indipendenti ed esterni all’impresa nella impostazione creativa e nella selezione dei trend. Il flusso di informazioni è ribaltato rispetto alla fase precedente e va dai creativi verso l’area della produzione e della distribuzione.

I progetti creativi degli stilisti e degli uffici stile interni alle imprese, si formano a partire dalle
informazioni fornite da servizi specializzati che si possono suddividere in due aree tipologiche:
– le manifestazioni fieristiche della moda in cui sono presentati i nuovi filati ed i nuovi tessuti
– i servizi di analisi e previsione delle tendenze.
Le fiere dei filati e dei tessuti sono il luogo di sintesi di un processo di ricerca e sperimentazione dell’applicazione ai materiali, fibre filati, tessuti delle tendenze previste per la stagione.

Alla fiera una parte del lavoro di orientamento e selezione è già stato fatto, i campioni di filati e tessuti presentati alle fiere già incorporano le tendenze relative ai colori e ai temi che le società di consulenza, che si occupano di previsioni delle tendenze moda, hanno individuato.
In misura crescente le fiere dedicano uno spazio, di solito il primo che il visitatore incontra
entrando nella fiera, all’esposizione delle principali tendenze per la stagione.

La fiera presenta temi già abbastanza definiti e i filatori rendono pubbliche le informazioni, le idee, i risultati soggettivamente elaborati e tradotti concretamente in filati e tessuti nel lungo processo che si è svolto nei mesi precedenti.

Nell’industria della moda l’innovazione ha un carattere cumulativo. Le innovazioni che hanno
luogo nelle fasia monte della catena produttiva alimentano l’innovazione nelle fasia valle, la nascita e lo sviluppo di un progetto innovativo nell’abbigliamento ha, in generale origine, o almeno deve essere condiviso, dai produttori di filati e tessuti.

Per questo nei settori a monte si ritrovano le stesse forme organizzative che regolano i progetti creativi nell’abbigliamento: coinvolgimento delle aree creative, produttive e di
brand management, collaborazione con stilisti e tecnici esterni. Nella produzione dei filati, ad esempio, la presentazione di una nuova collezione richiede di mostrare l’effetto del nuovo filato nella realizzazione del tessuto o della maglia.

La principale differenza è nel più stretto legame tra area creativa e area della produzione, nel fatto che è sempre l’impresa industriale a svolgere il ruolo di guida dell’intero progetto creativo, mentre nell’abbigliamento quel ruolo può essere svolto, come si è detto, dalla maison dello stilista, o anche dall’impresa di distribuzione. La seconda fonte che fornisce input creativi è quella dei servizi di previsione delle tendenze.

I servizi di analisi delle tendenze trovano la loro origine alla fine degli anni sessanta nei Cahier dei Bureaux de Style francesi e che si sono poi evoluti in un vero e proprio mercato editoriale e di consulenze specializzate.
Dopo il primo sviluppo con i cahier de tendences parigini alla fine degli anni Sessanta, il mercato dei servizi di informazione sulle tendenze ha vissuto il suo apice a partire dagli anni Novanta con una moltiplicazione dei servizi e l’estensione del mercato di sbocco anche al di fuori della moda.

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