Brand e Influencer che difendono la moda sostenibile

Fra i grandi marchi della moda, influencer e celeb, sono molti che rincorrono gli ideali della moda sostenibile.

Fra questi spicca la nota Stella McCartney, la pioniera della moda etica sin dalla sua nascita nel 2001, bandendo l’utilizzo di pelle e pelliccia per le collezioni cruelty-free, ovvero senza crudeltà.

A seguire Vivienne Westwood che, grazie alla sua personalità e lo stile eccentrico che la contraddistingue, da sempre si prodiga per una moda sostenibile.

Vi sono anche brand più recenti, come ad esempio Edun, fondato da Ali Hewson e Bono Vox nel 2005  proprio per promuovere la moda e l’economia africana.

E il marchio scandinavo Filippa k, Honest by, fondato dal belga Bruno Pieters, ex-direttore creativo della line atrendy di Hugo Boss e altri talenti di nuova generazione.

Queste sono solo alcuni brand che da tempo hanno scelto come pilastro la moda sostenibile, investendo tempo e denaro per creare ed introdurre pratiche sostenibili nella loro filiera produttiva.

Oltre ai famosi brand, anche celebrità e influencers si sono uniti per promuovere una moda green: sia che si tratti del loro guardaroba o della loro routine beauty.

Tra queste spicca Emma Watson che, anche tramite il suo account di Instagrma “The Press Tour”, sostiene diversi brand etici di moda, accessori e beauty.

Tra le IT girl poi Eva Geraldine Fontanelli è qulla più impegnata sul fronte della moda etica.

Proprio per questo infatti è stata eletta icona dello stile sostenibile di H&M che l’ha scelta come testimone della campagna per la nuova collezione “Conscious”.

Proprio così: anche il cosiddetto fast fashion non ha tardato a seguire il trend grazie al lancio di linee sostenibili come la Mango’s Committed Collection o la Zara’s Join Life e la H&M’s Conscious Collection.

Moda sostenibile come opportunità di business

Lo afferma uno studio McKinsey: l’innovazione responsabile è uno dei 10 megatrends del settore moda nei prossimi 10 anni.

Ma non solo, la ricerca infatti spiega anche che, “oltre il 65% dei consumatori nei mercati emergenti, Cina e India in primis e il 32% dei consumatori in Europa e Stati Uniti, fanno ricerca attiva prima dei loro acquisti e sono interessati alla moda sostenibile“.

Circa il 20% di loro potrebbe trasformare questo interesse in decisione di acquisto, facendo della sostenibilità uno dei principali criteri utilizzati per scegliere cosa comprare e quanto sono disposti a pagare.

Sono sette milioni i potenziali clienti che le case di moda potrebbero attrarre introducendo prodotti etici o sostenibili nelle loro creazioni.

Anche il rapporto 2017 Pulse of the Fashion Industry Report pubblicato da The Global Fashion Agenda, in collaborazione con The Boston Consulting Group: il polso sostenibile della moda, dice il rapporto, è ancora molto debole.

Fonte

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