AGEVOLAZIONI FISCALI PER I CAMPIONARI DI MODA

Finalmente, dopo anni di pressioni, ai settori produttivi del tessile e della moda viene riconosciuto il mantenimento del livello di competitività richiede all’impresa continui investimenti per l’introduzione di prodotti  nuovi o notevolmente migliorati per il mercato, equiparando i campionari di moda alla ricerca e allo sviluppo. Una buona notizia per tutte le aziende di produzione di abbigliamento come Trondoli Group SRL.

La legge del 2006 con questo parere arriva a comprendere anche il tessile abbigliamento, quando si  tratti di creazione di prodotti nuovi o migliorati in fatto di materiali utilizzati, combinazione di tessuti, disegni, forme e colori che caratterizzino le nuove collezioni rispetto alle precedenti, ovvero i campionari di moda. Fanno eccezione i semplici  adattamenti, le migliorie apportate a una gamma di prodotti già esistenti  ai quali non si applicano le agevolazioni.

Il credito d’imposta, come fissato dalla legge di undici anni fa, è del  10 per cento, estensibile al 15 quando si tratti di progetti per Università o enti pubblici. Il tetto dei costi agevolabili, poi, è stato aumentata a 50 milioni dai 10 originariamente  previsti dalla legge. Non è ancora chiaro se esista la copertura per far sì che la circolare trovi applicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma il pronunciamento del Ministero lascia prevedere che sarà così.

Alle trattative con il Ministero per lo Sviluppo  economico, a Roma, ha partecipato  per esempio il Presidente nazionale di Federmoda Cna, il carpigiano Marco Gasparini, titolare di “Ribelle”, insieme al presidente nazionale di Confartigianato Moda, Fabio Pietrella, che è di Parma, e all’assessore regionale alle Attività  produttive, Palma Costi: a dimostrazione  di quanto il territorio tessile emiliano romagnolo ha avuto peso sul risultato finale.

Marco Gasparini dichiara che «la legge del  2006 era nata per tutt’altri ambiti. Ma noi abbiamo fatto presente da  subito che se si decide di sostenere  la ricerca e lo sviluppo, queste due  voci, per la moda, significano una cosa sola: i campionari di moda. Da qui la proposta presentata al Ministero con l’aiuto di Palma Costi. La trattativa risale alla fine di agosto e il Ministero ha accettato che stilismo, modellistica, materie prime rientrino nei sostegni. In cambio abbiamo dovuto accettare il criterio dell’incrementabili dell’investimento».

Questo significa che negli anni successivi al primo di agevolazione fiscale, l’impresa dovrà investire nei campionari di moda una somma sempre maggiore, rendendo così consigliabile per il primo anno partire da un livello contenuto.

La soddisfazione per un’opera collettiva portata a buon fine è condivisa da Federico Poletti,  presidente regionale di Confartigianato Moda Tessile, che a questo  obiettivo ha lavorato nel corso dei  suoi due mandati da Presidente di  Lapam Moda per la zona di Carpi: «L’insieme ha fatto la forza. Alla fine i campionari sono stati equiparati alla ricerca e sviluppo degli  altri settori come condizione per la  sopravvivenza stessa delle imprese. Si è creata una buona sinergia nel tavolo costituito da associazioni, Carpi Fashion System, Fondazione  Cassa Carpi, Promec e Regione Emilia Romagna dove abbiamo trovato  un assessore come Palma Costi che  crede nel settore. È un meccanismo che funziona: la sinergia ha dato un  buon risultato».

Contatta subito Trondoli Group SRL per realizzare il tuo campionario di moda!

LASCIA UN COMMENTO