Tessuti estivi: l’eleganza della seta

In estate bisogna prestare molta attenzione a come ci vestiamo, il caldo torrido fa sudare la pelle esponendola al rischio di irritazioni. E come ben sappiamo non c’è cosa peggiore di dover curare le infezioni alla pelle o le irritazioni dovute ai tessuti sintetici che con il sudore creano mix esplosivi.

Fantasie raffinate, dai colori morbidi e avvolgenti, in grado di richiamare una femminilità romantica fatta di stampe floreali e lievi trasparenze, sempre con grande riguardo all’eleganza e alla leggerezza, caratteristiche presenti in ogni outfit primaverile-estivo targato Trondoli Group.

Conosciamo ora, uno dei tessuti estivi più amati soprattutto per la sua leggerezza e morbidezza al tatto: la seta.

La seta è una fibra tessile prodotta dal baco da seta,  attraverso un orifizio della testa emette una sostanza che secerne il suo stomaco.

Viene utilizzata grezza o trattata ed è costituita da filamenti continui che si ottengono dipanando i bozzoli; chappe o fioretto, o dai cascami provenienti dai bozzoli avariati e da altri scarti; bourette, costituita dalla peluria proveniente dai cascami della lavorazione; cruda, se non sottoposta a sgommatura; addolcita o semicotta se sottoposta a leggero lavaggio in acqua calda; cotta se sottoposta a un trattamento più energico in acqua bollente caricata, se sottoposta a trattamento con sali per renderla più pesante.

I paesi maggiori produttori di seta sono la Cina e il Giappone, mentre l’Italia che prima era uno dei maggiori produttori e leader nella fabbricazione di tessuti in seta di qualità e gusto elevatissimo, purtroppo non lo è più.

La seta inoltre è tra i tessuti più nobili, più morbidi, tra i più fini, tra le fibre naturali, freschissime d’estate e calda d’inverno; è un filamento continuo molto sottile e lucente, costituito da due bave a sezione triangolare che combaciano da un lato e che il bruco depone intorno a sé in più strati, per formare un involucro, chiamato carta, dentro il quale si racchiude durante le sue trasformazioni in crisalide prima, in farfalla poi.

Solitamente si dà il nome di seta al filamento lungo dai 600 ai 900 metri dal bozzolo del Bombyx mori, che si nutre di foglie di gelso. Quello creato da altri lepidotteri che crescono allo stato selvaggio in Giappone, Cina, India, Africa e America si chiama seta tussah ed è più scuro e grossolano.

La lavorazione della seta comporta varie operazioni: i bozzoli, una volta essiccati, vengono crivellati a seconda della grossezza, quindi scelti a mano secondo le qualità e i difetti; passati poi alle filande per la trattatura che consiste nella macerazione che rammollisce lo strato esterno del bozzolo e si compie in vasche di acqua riscaldata al vapore; nella scopinatura eseguita con macchinari a spazzole, che serve a riunire i capi delle bave; nella trattura con la quale le bave, riunite in un certo numero a seconda della loro grossezza, vengono saldate insieme e formano così il filo di seta grezzo che viene ritorto, lavato e avvolto in matasse.

 

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